Rdc: I Patti per il lavoro e i patti di inclusione sociale

Eccoci, di nuovo martedì  siamo già al quinto articolo.

Fino ad ora abbiamo parlato di :

Oggi, invece, affrontiamo gli aspetti del Reddito di cittadinanza più complessi da realizzare nel concreto: che sono i patti per il lavoro e i patti di inclusione sociale.

Come per il Rei anche per il Reddito di cittadinanza, tranne per chi ne è espressamente escluso, sussiste l'obbligo di accettazione del patto per il lavoro o del patto di inclusione sociale.

Ma vediamo il passaggio precedente alla sottoscrizione dei patti:

La sottoscrizione dei Dichiarazione di disponibilità al lavoro (DiD)

L'iter dopo la presentazione della domanda per il reddito di cittadinanza è il seguente:

  1. Dopo 30 gg dalla presentazione della domanda vi sarà la comunicazione da parte dell'INPS di rigetto o accoglimento della domanda
  2. in caso di accoglimento ci sarà altra comunicazione da parte di poste italiane per il ritiro della carta e del Pin
  3. entro 30 gg dalla comunicazione di accoglimento i beneficiari devono sottoscrivere la dichiarazione di immediata al lavoro (DID). La dichiarazione deve essere resa presso i centri per l'impiego, presso i patronati convenzionati Anpal,

Sono tenuti alla sottoscrizione della dichiarazione immediata al lavoro (DID) non solo il titolare del reddito di cittadinanza, ma tutti i maggiorenni che faranno parte del nucleo familiare sempre che non rientrino nei casi di esclusione

Sono esclusi dal DID:

  • minorenni
  • beneficiari del Rdc pensionati
  • beneficiari della Pensione di cittadinanza
  • soggetti di oltre 65 anni di età
  • soggetti con disabilità, come definita ai sensi della legge 12 marzo 1999, n. 68 (ossia disabili con riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%, accertata dalle commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, invalidi del lavoro con invalidità superiore al 33% accertato dall’INAIL, non vedenti, sordomuti, invalidi di guerra), solo qualora non sia previsto il collocamento mirato
  • soggetti già occupati oppure che frequentano un regolare corso di studi o di formazione
  • Inoltre, i Centri per l’impiego possono ESONERARE dalla DID: i soggetti con carichi di cura (cosiddetti “caregiver”) qualora si occupino di componenti familiari minori di tre anni o disabili gravi e non autosufficienti (come definiti ai fini lSEE).

Come ripreso dal sito dal sito ufficiale reddito di cittadinanza

Sempre entro 30 giorni dal riconoscimento del Reddito di cittadinanza, il beneficiario è convocato:

  • dai Centri per l’Impiego per stipulare il Patto per il lavoro, se nella famiglia almeno uno tra i componenti soggetti alle “ condizionalità “ sia in possesso di almeno uno tra questi requisiti:
    • assenza di occupazione da non più di due anni;
    • età inferiore a 26 anni;
    • essere beneficiario della NASpI ovvero di altro ammortizzatore sociale per la disoccupazione involontaria o averne terminato la fruizione da non più di un anno;
    • aver sottoscritto negli ultimi due anni un Patto di servizio in corso di validità presso i CPI ai sensi dell’articolo 20 del decreto legislativo n. 150 del 2015;
  • dai servizi dei Comuni competenti per il contrasto alla povertà, per stipulare il Patto per l’inclusione sociale, in tutti gli altri casi

Se i beneficiari non hanno presentato DID al momento di questa convocazione, i beneficiari del reddito di cittadinanza , effettueranno questo adempimento al primo incontro con il centro per l’impiego.

Il patto per il lavoro

Dopo questa fase, viene stipulato il patto per il lavoro vero e proprio c presso i centri per l'impiego. La stipula si articola in due fasi:

  • In una prima fase il beneficiario del RdC collaborerà con l’operatore addetto alla redazione (il navigator) del bilancio delle competenze, ai fini della definizione del Patto per il lavoro;
  • Successivamente il beneficiario dovrà accettare tutti gli obblighi previsti dal patto e la sua sottoscrizione

Quali sono gli obblighi che verranno siglati dal patto:

  • registrazione sulla piattaforma ANPAL che va consultata quotidianamente
  • ricerca di lavoro, adesione a corsi di formazione o riqualificazione professionale o a progetti per l’autoimprenditorialità
  • colloqui psicoattitudinali,
  • accettazione di almeno una di tre offerte di lavoro congrue. Nel caso in cui il RdC sia già stato rinnovato, bisogna accettare la prima offerta congrua.

Quando un'offerta è congrua?

La legge stabilisce le caratteristiche che deve avere un’offerta di lavoro per essere definita congrua .

  • Coerenza con le esperienze maturate
  • contratto ed offerta economica adeguata
  • si aggiungono precisi requisiti legati alla distanza dal domicilio e alla durata della fruizione del reddito di cittadinanza.

Per quanto riguarda quest’ultima caratteristica, in estrema sintesi, nei primi 12 mesi l’offerta è congrua:

  • se è entro 100 km da casa (in caso di prima offerta),
  • entro 250 km in caso di seconda offerta,
  • su tutto il territorio nazionale alla terza offerta.

Dopo i primi 12 mesi, l’offerta è congrua se è entro 250 km da casa oppure, in caso di terza offerta, su tutto il territorio nazionale. Anche questa è una parte importante, perché le regole prevedono che si debba accettare almeno una di tre offerte congrue. Dopo il rinnovo, invece, bisogna accettare la prima offerta congrua

Il patto di inclusione sociale

Coloro che  vengono chiamati dai servizi comunali non stipulano subito il patto per il lavoro. In questo caso, viene fatta una valutazione specifica: se viene rilevato che i bisogni sono connessi alla situazione lavorativa viene siglato il patto per il lavoro (per tutti i familiari aventi diritto). Se la situazione è più complessa viene scelto il Patto per l’inclusione sociale, che coinvolge oltre ai centri per l’impiego anche altri servizi comunali

In pratica consiste in un percorso di attivazione sociale e lavorativa predisposto dai servizi sociali del Comune. Coinvolgerà i servizi per l’impiego, i servizi sanitari e le scuole, nonché con soggetti privati attivi nell’ambito degli interventi di contrasto alla povertà. Il Patto per l’inclusione sociale riguarda l’intero nucleo familiare e prevede specifici impegni da parte della famiglia e supporti da parte dei servizi territoriali, che vengono individuati sulla base di una valutazione che tiene conto delle difficoltà, dei bisogni e delle potenzialità dei suoi componenti.

In entrambi i casi (sia per chi sigla i patti per il lavoro sia per i patti di inclusione sociale) si è tenuti a partecipare a progetti utili alla collettività in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni. Il tempo da mettere a disposizione sarà coerente con il proprio percorso di inserimento, che comunque non può essere più di otto ore a settimana.

Giogiò

Nata a Taranto, ma risiedo in Sicilia. Sono dottore commercialista con titolo al momento nel cassetto, moglie e mamma a tempo pieno di Perla e Freddy. Coltivo la passione del web, della scrittura e della lettura. Continuo ad essere informata sul "Mondo fiscale" anche se non esercito.

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GretaMake up addictedManuelaVeronica Nicky Tacco12Recent comment authors
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Veronica Nicky Tacco12
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Veronica Nicky Tacco12

Non essendo ne nella casistica ne del campo ne so davvero poco ma mi piace informarmi. Grazie

Manuela
Ospite
Manuela

Finalmente qualcuno che spiega per bene sto benedetto reddito di cittadinanza…speriamo che serva davvero e non favorisca i soliti furbetti.

Make up addicted
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Make up addicted

Speriamo che molte famiglie possano avere un sospiro di sollievo con questi incentivi

Greta
Ospite
Greta

Io personalmente sono contraria a questo reddito… Stamattina ero in posta e ho visto delle persone senza nervo in coda….. Voglia di lavorare saltami addosso

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