Ciao Bea

Quella sera quel post pubblicato dalla zia Sara, mi ha sconvolto. Bea non c'era più. Seguivo "il mondo di Bea" e un po mi sentivo parte di quel mondo, forse è la prima volta che appartenere ad un gruppo di Facebook, mi ha dato davvero “qualcosa”.

Bea era una tenera bambina di otto anni, bellissima, con degli occhietti vispi ed intelligenti un sorriso che ti riempiva il cuore. Bea però aveva una malattia rarissima, le sue articolazioni da quando aveva 3 mesi hanno incominciato a calcificarsi, pian piano e inesorabilmente, fino a renderla una statua

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Bea, però è stata ripagata, in parte, da questo scherzo del destino, ha avuto accanto la migliore famiglia che poteva desiderare. Si Bea era una guerriera, ma accanto a se ha avuto un esercito fortissimo, “la sua famiglia”, e anche se insieme non hanno vinto la guerra, rendendo pubblico il disagio di tante famiglie che vivono drammi simili, hanno vinto tante battaglie per migliaia di bambini affetti da malattie rarissime, che molto spesso vengono dimenticati.

Stefania, una mamma coraggio come ce ne sono molte, (perchè noi mamme per i nostri figli possiamo capovolgere il mondo intero), ha dato voce non solo a sua figlia ma anche a migliaia di bambini le cui malattie spesso non hanno un nome, la cui ricerca in molti casi non viene neppure avviata perchè sono così rare che non è “remunerativo” spendere risorse per ricercarne una cura. Stefania è stata per otto anni le braccia e le gambe di Beatrice, e come se non bastasse, la vita infligge a Stefania ancora un duro colpo, si ammala di cancro e insieme alla battaglia di sua figlia combatte quella sua personale contro “il male” che pian piano la consuma. Stefania non ce l'ha fatta, è morta sei mesi fa, ma ha lasciato la sua creatura nelle mani amorevoli del padre Alessandro della nonna Ciccia e soprattutto della zia Sara, che come una seconda mamma ha continuato a circondare Beatrice dell'amore materno, facendosi portavoce delle battaglie di Stefania anche in suo nome.

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Bea, pur non potendosi muovere ha vissuto, grazie alla sua famiglia, una vita piena, andava a scuola era la prima della classe, amava la musica andava ai concerti dei suoi cantanti preferiti amava ridere e scherzare. Era una bimba come tante, come tante speciale, lo vedevi dai suoi occhi pieni di vita. E anche se non ti poteva accarezzare lo faceva con il suo sguardo che ti penetrava l'anima .

Bea è stata figlia e nipote di tutti noi, e come lei lo sono tutti gli altri colpiti dalle malattie rare. Perchè, queste malattie possono colpire noi e i nostri cari indistintamente e solo la ricerca può darci una speranza. Per questo è importante sostenere la ricerca sempre, per dare una vita dignitosa e una speranza a chi ne è affetto.

Bea non è morta invano, la sua battaglia  sicuramente continuerà a suo nome con la Onlus “Il mondo di Bea” con le persone straordinarie che ne fanno parte.

Ora Bea non soffre più e se c'è una vita dopo la morte ora potrà finalmente accarezzare e abbracciare la tua mamma.

Ciao Bea

Giogiò

Nata a Taranto, ma risiedo in Sicilia. Sono dottore commercialista con titolo al momento nel cassetto, moglie e mamma a tempo pieno di Perla e Freddy. Coltivo la passione del web, della scrittura e della lettura. Continuo ad essere informata sul "Mondo fiscale" anche se non esercito.

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MartinaRaffaellaSmallbudgetdivaRecent comment authors
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Smallbudgetdiva
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Davvero toccante, una storia che non conoscevo, grazie

Raffaella
Ospite

Grazie per questo post: con le tue parole sei riuscita anche ad esprimere il mio pensiero! Ho seguito la storia di Bea dai giornali e mi ha colpito molto. Mi hanno colpito molto anche gli occhi: i suoi occhi, gli occhi della sua mamma, quelli del suo papà e quelli della zia. Tutti accomunati dalla stessa luce, dalla forza di essere normali di fronte alla malattia. Ciao Bea!

Martina
Ospite
Martina

La storia di Beatrice è stata davvero toccante. Come la storia della sua mamma. Spero ora possano stare insieme per sempre.

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